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Old Cinema on Vespa

40 chilometri all’ora è una velocità impegnativa per una bicicletta, troppo lenta per un’automobile, ma perfetta per una Vespa 50 Special e per vedere tutta l’Italia metro dopo metro. E proprio questa è stata la velocità di crociera con la quale Umberto Giupponi ha attraversato la nostra Penisola da nord a sud alla ricerca dei vecchi cinematografi in disuso, sparsi su tutto il territorio.

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Umberto, 23 anni, studente di Architettura al Politecnico di Milano, ha unito la passione per il cinema a quella delle due ruote d’epoca grazie all’incontro con Old Cinema.

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Fondato da Ambra Craighero, Old Cinema è un laboratorio di idee, un’esperienza 2.0 e legata al territorio, una nascente start-up. Il progetto, che nel tempo ha interessato artisti del cinema italiano, primo fra tutti il regista Giuseppe Tornatore, ha come obiettivo quello di ricercare i cinema dormienti, documentarli, e sviluppare un’idea di recupero degli stessi come incubatori culturali.

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Da questo incontro nasce quindi l’iniziativa Old Cinema on Vespa. Partito il 25 luglio, armato di tenda e sacco a pelo (e una ruota di scorta!), per un periodo di circa un mese, Umberto ha percorso oltre 2300km in sella alla sua 50 Special del 1972 percorrendo la costa adriatica e raggiungendo Lecce. Lungo il percorso, tappa dopo tappa, ha documentato lo stato attuale delle sale cinematografiche attraverso fotografie, interviste e testimonianze di chi ancora custodisce la memoria di quelle sale attive, del ruolo sociale svolto nel passato e del significato che hanno rivestito per la popolazione.

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Ingranando la prima, seconda e terza marcia della Vespa, giorno dopo giorno sono emersi veri e propri gioielli architettonici ormai abbandonati, come il Supercinema di Trani o il Teatro Sociale di Nonantola (Modena); altre sale, ancora ben conservate e dotate di impianti funzionanti, come il “Solimando” ad Apricena (Foggia), sono state costrette a cessare l’attività a causa del cambiamento degli stili di vita e lo spopolamento delle area limitrofe.

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Un viaggio in solitario nel quale però Umberto non è mai stato solo: giusto un paio di notti in B&B, tutte le altre ospitato da amici o persone incontrate nel viaggio. L’accoglienza lungo il percorso da parte di persone incuriosite o semplicemente stupite dall’impresa è stata una costante che l’ha accompagnato di regione in regione.

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Nel mentre, i colori della terra e del mare, la vegetazione così come i dialetti, la cucina, gli stili architettonici, cambiano lentamente.

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Da questa ricerca itinerante è emerso un immenso patrimonio, oggi sommerso e troppo spesso dimenticato dalle istituzioni, dai privati in difficoltà e dai giovani. Luoghi da riscoprire e riqualificare e che per molte ragioni hanno potenzialità uniche di creare socialità divenendo luogo di incontro.

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