Omaggio a Jeff Nichols

Per l’Omaggio all’Autore di quest’anno si è scelto di valorizzare un autore di forte intensità, molto amato dalla critica, ma relativamente conosciuto in Italia: il regista americano Jeff Nichols.

Durante i quattro giorni del Festival sarà possibile vedere in sala tutti e tre i suoi film in versione originale con sottotitoli in italiano, compreso il film d’esordio Shotgun Stories (2007), mai distribuito in Italia.

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Regista e sceneggiatore, Nichols nasce e cresce a Little Rock, in Arkansas, ed è considerato uno dei più promettenti autori statunitensi della nuova generazione. Il suo debutto cinematografico, Shotgun Stories, presentato al Festival di Berlino nel 2007, vince il Premio della giuria FIPRESCI alla Viennale 2007 e il Gran Premio della giuria al Festival di Austin. Il suo secondo lungometraggio, Take Shelter, è stato presentato nella sezione Dramatic Competition del Sundance Film Festival 2011 e come prima internazionale alla Semaine de la Critique al Festival di Cannes 2011, dove vince il Grand Prix e il Premio FIPRESCI. Mud, il suo ultimo film, ha debuttato lo scorso maggio in concorso al Festival di Cannes. Attualmente Nichols sta dirigendo il suo nuovo lungometraggio, Midnight Special.

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Jeff Nichols è uno degli autori più significativi dell’attuale generazione dei trentenni. Messa così, una simile considerazione potrebbe sembrare esagerata, ma è altrettanto vero che sono ben pochi i cineasti che, così giovani e con soli tre lungometraggi all’attivo, sono riusciti a creare attorno a sé un’attenzione tale da legittimare una simile posizione privilegiata.

Attraverso i suoi film, Nichols rilegge con sguardo nuovo tradizioni e mitologie a stelle e strisce, tanto cinematografiche (Terrence Malick, Steven Spielberg) quanto letterarie (da Mark Twain a Cormac McCarthy). Quelle che racconta sono piccole epopee del quotidiano con sommesse ambizioni più grandi ­ alle volte cosmiche, altre politiche, spesso morali  sempre raccontate dal punto di vista di persone comuni, poveri cristi con l’iniziale rigorosamente minuscola. I suoi universi poetici si popolano quindi di ritratti di provincia vividi, umili eppure bellissimi nella loro dignità umana, proprio come i personaggi di un qualunque racconto di Raymond Carver.

Allo stesso modo di David Gordon Green, suo collega, amico, compagno di studi e mentore (è lui a produrre Shotgun Stories), Nichols immerge questi ritratti familiari, intimi, delicati e ossessivi, nel luogo che più di ogni altro ne ha segnato la vita, quel profondo Sud degli Stati Uniti in cui si trova l’Arkansas, Stato in cui è nato e cresciuto. Ambienti che, con il  loro peculiare corollario di orizzonti, campi e corsi d’acqua, vengono raccontati con una visionarità alle volte orrorifica e allucinata (Take Shelter), molto più spesso lirica, e assecondati nella loro distensione da scelte precise e rigorose in termini di formato (Mud è filmato in Scope), montaggio, movimenti di macchina, perfino nella scelta delle musiche. Non coglie del tutto di sorpresa il fatto che un simile tipo di cinema,­ indipendente eppure con uno sguardo alla cassetta, classico (nella più positiva accezione del termine possibile) eppure ombelicale ­ abbia fatto fatica a raggiungere il nostro paese: Take Shelter e Mud hanno goduto di una distribuzione tardiva e spesso inserita a forza nel palinsesto cinematografico estivo o tardo­estivo, Shotgun Stories è addirittura inedito.

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Giacomo Ferigioni

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FILMOGRAFIA

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Shotgun Stories
Fiction, Stati Uniti, 2007, 92′

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I fratelli Son, Kid e Boy vivono insieme in una piccola comunità rurale dell’Arkansas. Sono cresciuti nel rancore per il padre alcolizzato che li ha abbandonati quando erano bambini. Quando ricevono la notizia della sua morte, si recano al funerale nel luogo in cui l’uomo si era rifatto una vita con una nuova famiglia ed era diventato una persona rispettabile.
L’incontro con i fratellastri si trasforma in una sanguinosa faida, con un’escalation di vendette che rischia di sconvolgere il loro futuro e quello dei loro cari.
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Take Shelter
Fiction, Stati Uniti, 2011, 121′

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Curtis LaForche vive in una piccola cittadina dell’Ohio con la moglie e la figlia di sei anni. Inizia a essere scosso da terribili incubi notturni su un apocalittico tornado. Decide di tenere per sé il problema, ma inizia a costruire ossessivamente un rifugio nel cortile di casa. Il suo comportamento rende molto difficili i rapporti con la moglie, con i colleghi e i vicini; ma la tensione in famiglia e nella comunità non è niente rispetto al terrore di Curtis per quello che questi sogni possono significare davvero.

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Mud
Fiction, Stati Uniti, 2012, 121′

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Ellis e Neckbone, 14 anni, durante una delle loro gite quotidiane, scoprono un uomo rifugiato su un isola nel mezzo del Mississippi. È Mud: un dente in meno, un serpente tatuato sul braccio, un fucile e una camicia portafortuna. Mud è anche un uomo che crede nell’amore, qualcosa a cui Ellis ha disperatamente bisogno di avvicinarsi per tentare di dimenticare le tensioni quotidiane tra i suoi genitori. Rapidamente, Mud coinvolge i due adolescenti nella riparazione di un battello che gli permetterà di lasciare l’isola. È difficile, però, per i ragazzi separare il vero dal falso nelle parole di Mud. Ha davvero ucciso un uomo? È davvero perseguito dalla giustizia, tramite dei cacciatori di taglia? E chi è questa ragazza misteriosa che è appena sbarcata nella loro cittadina dell’Arkansas?

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