Premi ufficiali

Premio per il Miglior film:

Hope
di Boris Lojkine

un film che affronta con stile documentaristico una storia intima e sospesa, creando una riuscita commistione di finzione e accadimenti reali. Con pochissimi mezzi, i due registi realizzano un anomalo ma convincente road movie ottimamente girato e recitato.

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Premio Speciale della Giuria:

Cherry Pie
di Lorenz Merz

opera totale, dove il regista è anche sceneggiatore, montatore e direttore della fotografia, Cherry Pie racconta lo spaesamento e l’alienazione propri della società contemporanea frutto di rapporti sociali ed economici insostenibili. Un film ellittico che compie un atto di coraggio e fiducia nello spettatore, costringendolo a uno sforzo attivo nel processo di costruzione narrativa.

Sta funzionando… buonasera. Questo è il volto di Lorenz Merz. Sfortunatamente non riesco ad essere lì con voi, e questo mi dispiace molto. Ho pensato a vari modi per raggiungervi, ma non ce l’ho fatta perché sono appena tornato da un lungo periodo trascorso all’estero. Sono stato via per quattro settimane, lontano dalla mia famiglia e dal mio bambino di due anni, che era felicissimo di vedermi tornare. Partire nuovamente sarebbe stato davvero straziante. Penso possiate capirmi… Voglio in ogni caso ringraziare il Festival prima di tutto per aver invitato il film, dandogli la possibilità di competere con altri e di condividere un’idea di viaggio, dentro di sé o verso l’esterno, nel mondo, e di condividere visioni differenti sul come si può viaggiare… in ogni caso, un ringraziamento speciale anche verso la Giuria, che ha apprezzato e premiato questo film, ciò mi rende molto felice, anzi, che ci ha reso molto felici, dato che anche l’attrice Lolita Chammah ha saputo della premiazione e anche lei tiene a ringraziarvi e a salutarvi con affetto.
E… cos’altro volevo dire… mi viene in mente che avevo già vinto un film con Cherry Pie quest’anno al Valencia Film Festival, e che anche in quel caso non sono riuscito ad andare, quindi ci deve essere qualcosa dietro, ma in ogni caso pare che il film abbia imparato ad esistere di per se stesso anche senza di me, e anche questo è bene, perché è stato un film lungo e travagliato, girato quasi senza risorse, con una troupe minima composta da tre persone che mi hanno seguito, che ci hanno seguito per realizzare questo genere di film. È stato veramente una lotta finire un film di questo genere, perché c’è una sola attrice e il montaggio è stato eterno, una cosa senza fine, perché il film è stato praticamente scritto nella stanza di montaggio, non era stato scritto prima perché si basava su una traccia di dieci pagine che spiegava cosa il film avrebbe potuto essere, l’obiettivo era quello di trovare l’essenza della storia andando sulla strada cercando di capire cosa la vita voleva dirci in quel momento. È un approccio molto facile, anche divertente, ma così facendo i problemi vengono a galla durante il montaggio perché le cose che non hai scritto prima, le devi scrivere dopo con il vocabolario che hai accumulato durante le riprese. Quindi ancora grazie, grazie mille, godetevi la serata e sono molto molto felice, noi siamo molto felici. Buona serata!

Lorenz Merz

19 ottobre 2014


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Menzione speciale della Giuria:

El Rayo
di Fran Araújo, Ernesto de Nova

un film che affronta con stile documentaristico una storia intima e sospesa, creando una riuscita commistione di finzione e accadimenti reali. Con pochissimi mezzi, i due registi realizzano un anomalo ma convincente road movie ottimamente girato e recitato.

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Premio del Pubblico:

The Stone River
di Giovanni Donfrancesco

Vorrei innanzitutto ringraziare gli amici del Detour Film Festival per aver invitato The Stone River a partecipare a un festival importante, che fa di un tema così bello come il viaggiare – nelle sue molteplici accezioni – la sua stella polare. Ringrazio poi il pubblico per il riconoscimento che ha voluto tributare al film. Un cineasta non fa certo un film pensando ai premi che può ottenere. Ma è pur vero che è di grande gratificazione sapere che la propria opera riesce a parlare agli spettatori e viene da loro apprezzata. E aiuta a persistere in un lavoro che spesso richiede sacrifici.
Mi sarebbe piaciuto molto essere insieme a voi per festeggiare e per ringraziarvi personalmente. E sarei stato sicuramente con voi se non fossi stato impegnato, per contrappasso o per ironia della sorte, in un viaggio all’altro capo del globo, che più lontano di così non si può.

Giovanni Donfrancesco

19 ottobre 2014

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