Ballo a tre passi

di Salvatore Mereu
2015-10-17_ballo-a-tre-passi

Sabato 17 ottobre – ore 17.45 • Cinema PORTOastra

OMAGGIO ALL'AUTORE

Il piccolo Andrea è alle prese con un topo, che casualmente si è piazzato davanti al nascondiglio del suo costume da bagno. Grazie all’aiuto provvidenziale di un secchio Andrea può raggiungere gli amici e correre a vedere finalmente il mare per la prima volta. Lungo la strada che li porta alla spiaggia, i bambini incontrano Michele che col suo gregge comincia a transumare verso la montagna alla ricerca di nuovi pascoli. Per tutta l’estate Michele lavora per riparare una baracca. Quando scende a valle, conosce Solveig, una giovane francese con cui assapora l’amore. È arrivato l’autunno e a casa di Ziu Predu, che con Michele divide l’ovile in montagna, fervono i preparativi per il matrimonio di Simona, sua nipote. Per l’occasione tornerà anche Francesca, sua figlia, da tempo monaca presso un convento. Anche Giorgio ha potuto partecipare alla festa. Una foto di quella giornata, che lo ritrae insieme a Francesca e a Ziu Predu, è arrivata improvvisamente e gli tiene compagnia tutto il giorno in attesa dell’ incontro con Palla. Quello è il giorno del suo vitalizio e quello è il giorno di Palla.

Vi può essere argomento migliore per descrivere la natura e le ambizioni di un film più dell’urgenza di farlo? Confidando proprio in quest’istinto che ci si augura scaturisca sempre da una tensione autentica mi sono progressivamente convinto che per Ballo a tre passi non dovesse esserci altra preoccupazione e altra ambizione se non quella di provare a restituire sullo schermo un pezzo di vita vera così come l’avevo vista o vissuta. Ho provato a cumulare questo insieme di emozioni e di suggestioni in una struttura narrativa di tipo “corale”, che non ha evidenti rapporti di causa ed effetto, se non nella contiguità fisica tra alcuni protagonisti, seguendo attraverso il corso di quattro stagioni, che volutamente coincidono con l’età anagrafica dei personaggi, le “giornate particolari” di Andrea, Peppeddu, Istene, Macangiu, Michele, Francesca e Giorgio, i cui destini oltre che intersecarsi paiono accomunati da una medesima fatale e ineluttabile condizione di isolamento.

Fiction
Italia
Colore, 2003, 107’
Lingua originale Italiano, Francese, Sardo
Prima mondiale 60. Mostra del Cinema di Venezia – 18. Settimana internazionale della critica.

Regia
Salvatore Mereu
Sceneggiatura
Salvatore Mereu
Fotografia
Renato Berta, Tommaso Borgstrom, Paolo Bravi, Nicolas Franik
Montaggio
Paola Freddi
Musica
Giampaolo Mele
Con
Caroline Ducey, Yaël Abecassis, Daniele Casula, Angelo Botti, Sebastiano Lai, Mauro Frongia, Michele Carboni, Pietro Arba, Lisa Chessa, Giampaolo Loddo, Rossella Bergo
Produzione
Lucky Red, Eyescreen

Salvatore+Mereu+Bellas+Mariposas+Photocall+XvbD2KrK1yRl
Biografia

Salvatore Mereu è nato a Dorgali (Nuoro) nel 1965. Dopo gli studi al DAMS e al Centro Sperimentale di Cinematografia, e la realizzazione di alcuni corti, gira nel 2003 il suo primo lungometraggio Ballo a tre passi, premiato alla Settimana Internazionale della Critica alla 60. Mostra del Cinema di Venezia e con il David di Donatello per il miglior regista esordiente. Il suo secondo film, Sonetàula, è presentato al Festival di Berlino nella sezione Panorama e vince tre Globi d’Oro, tra cui il Gran Premio della Stampa Estera. A seguito di un’esperienza scolastica con due scuole medie della città di Cagliari, nel 2010 nasce Tajabone, presentato alla 67. Mostra del Cinema di Venezia. Bellas mariposas, tratto dall’omonimo racconto postumo di Sergio Atzeni, è il suo quarto lungometraggio. È fondatore, dal 2006, della casa di produzione Viacolvento, con la quale ha coprodotto Sonetàula e prodotto Tajabone, Bellas mariposas e il documentario Asse mediano, diretto da Michele Mossa.

Filmografia

Prima della fucilazione (1997)
Miguel (1999)
Ballo a tre passi (2003)
Sonetàula (2008)
Tajabone (2010)
Bellas mariposas (2012)
Transumanza (2013)
La vita adesso (2013)

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