Bellas mariposas

di Salvatore Mereu
bellas-mariposas

Venerdì 16 ottobre – ore 20.30 • Cinema PORTOastra

OMAGGIO ALL'AUTORE

3 agosto, Cagliari, quartiere popolare. Alle tre di notte, Cate, undicenne, viene svegliata dalle grida di una stravagante condomina. Cate vorrebbe fuggire da quella casa, dai numerosi e problematici fratelli, dal padre tiranno. Solo Gigi, vicino di casa, merita il suo amore. Lei non vuole finire come sua sorella Mandarina, rimasta incinta a tredici anni. O come Samantha, ragazza desiderio e oggetto del quartiere. E oggi, 3 agosto, la vita di Gigi è in pericolo: Tonio, fratello di Cate, lo vuole uccidere. Cate corre ad avvisare Luna, la sua migliore amica. Le due trascorrono il giorno più lungo della loro vita tra la città, il mare e mille avventure. Ma il suo Gigi è in pericolo. E quando ormai tutto sembra perduto, durante la notte compare dal nulla una bellissima donna: la coga Aleni, una strega che sembra saper leggere il futuro delle persone…

Quando lessi per la prima volta Bellas Mariposas ne rimasi abbagliato. Tanto dalla trama, lieve e terribile, e dalle modalità con cui essa si dipana, quanto dalla forma, musicale e inusitata, soprattutto nell’adozione spregiudicata della lingua del luogo. Nella letteratura sarda, mi pare, mai tanta grazia e tanta leggerezza si erano coniugate ad accadimenti anche drammatici. Ogni più piccolo episodio della giornata mirabile di Cate e di Luna anche quando sarebbe meritevole, nelle mani di altri, della peggior cronaca, è sempre stemperato da un’ironia sottile e da una capacità di sorridere di se stessi rara nella nostra letteratura e nel nostro vissuto almeno quanto l’intrusione continua della lingua parlata in quella scritta. Atzeni può essere considerato, a buon diritto, l’apripista, il padre della nuova letteratura isolana, per esplicita ammissione anche di coloro che lo hanno succeduto e a cui hanno manifestato dichiaratamente di ispirarsi. Eppure qui sta il paradosso, l’errore più grande: quello di trattare Bellas Mariposas e Sergio Atzeni solo come una faccenda isolana da dibattere tra conterranei. Le “Zazie” di Atzeni (che si aggirano nella città di Cagliari come quella di Queneau faceva a Parigi) potrebbero avere ugualmente vita allo Zen di Palermo, a Scampia, o nelle periferie di Caracas.

Fiction
Italia
Colore, 2012, 100’
Lingua originale Italiano, Sardo
Prima mondiale 69. Mostra del Cinema di Venezia

Regia
Salvatore Mereu
Sceneggiatura
Salvatore Mereu (dall’omonimo racconto di Sergio Atzeni)
Fotografia
Massimo Foletti
Montaggio
Paola Freddi
Musica
Train to Roots, Balentes
Con
Sara Podda, Maya Mulas, Davide Todde, Simone Paris, Luciano Curreli, Anna Karina Dyatlyk, Marina Loi, Giulia Coni, Silvia Coni, Rosalba Piras, Carlo Molinari, Enrico Sanna, Luca Sanna, Gianluca Lai, Roberto Voce, Lulli Lostia e Micaela Ramazzotti
Produzione
Viacolvento

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Biografia

Salvatore Mereu è nato a Dorgali (Nuoro) nel 1965. Dopo gli studi al DAMS e al Centro Sperimentale di Cinematografia, e la realizzazione di alcuni corti, gira nel 2003 il suo primo lungometraggio Ballo a tre passi, premiato alla Settimana Internazionale della Critica alla 60. Mostra del Cinema di Venezia e con il David di Donatello per il miglior regista esordiente. Il suo secondo film, Sonetàula, è presentato al Festival di Berlino nella sezione Panorama e vince tre Globi d’Oro, tra cui il Gran Premio della Stampa Estera. A seguito di un’esperienza scolastica con due scuole medie della città di Cagliari, nel 2010 nasce Tajabone, presentato alla 67. Mostra del Cinema di Venezia. Bellas mariposas, tratto dall’omonimo racconto postumo di Sergio Atzeni, è il suo quarto lungometraggio. È fondatore, dal 2006, della casa di produzione Viacolvento, con la quale ha coprodotto Sonetàula e prodotto Tajabone, Bellas mariposas e il documentario Asse mediano, diretto da Michele Mossa.

 
Filmografia

Prima della fucilazione (1997)
Miguel (1999)
Ballo a tre passi (2003)
Sonetàula (2008)
Tajabone (2010)
Bellas mariposas (2012)
Transumanza (2013)
La vita adesso (2013)

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