La lingua del santo

Carlo Mazzacurati

Domenica 31 marzo – ore 21.30 • Cinema PortoAstra

EVENTI SPECIALI

Willy, detto Alain Delon, guarda la laguna, l’unico luogo dove la sua mente diventa più chiara. Lui, ex rappresentante di articoli di cancelleria di lusso, separato da Patrizia, l’unica donna della sua vita con la quale ha vissuto per 23 anni e tre mesi, è scivolato verso il fondo e non riesce più a risalire. Condivide il suo destino di quarantenne in ritirata con Antonio, giocatore di rugby, buono ormai solo a tirare i calci piazzati. Insieme frequentano uno squallido bar e formano una coppia incensurata e maldestra di ladri. Quando, per caso, si trovano tra le mani una reliquia di Sant’Antonio, la loro vita sembra destinata a cambiare grazie ad un riscatto miliardario.

Documentario
Italia
Colore, 2000, 110’
Lingua originale Italiano

Regia
Carlo Mazzacurati
Sceneggiatura
Carlo Mazzacurati, Umberto Contarello, Marco Pettenello, Franco Bernini
Fotografia
Alessandro Pesci
Montaggio
Paolo Cottignola
Musica
Ivano Fossati
Con
Fabrizio Bentivoglio, Antonio Albanese, Ivano Marescotti, Isabella Ferrari, Giulio Brogi, Marco Paolini, Toni Bertorelli
Produzione
Rodeo Drive, Medusa Film

Biografia

Carlo Mazzacurati è un regista e sceneggiatore italiano nato a Padova nel 1956. In città si occupa, tra gli altri con l’amico Enzo Monteleone, del cineclub “Cinema Uno”, fondato anni prima da Piero Tortolina. Nel 1979 autoproduce il suo primo mediometraggio, Vagabondi, che vince il premio di distribuzione offerto dalla Gaumont. Si trasferisce a Roma dove collabora alla stesura di varie sceneggiature, tra le quali Marrakech Express, che diventerà un film per la regia di Gabriele Salvatores. Nel 1987 esordisce alla regia con Notte Italiana, primo film prodotto dalla Sacher Film di Nanni Moretti; seguiranno Il prete bello (1989), Un’altra vita (1992), Il toro (1994), Vesna va veloce (1996) e La lingua del santo (2000). Nel 1999 lavora, insieme Marco Paolini, ai Ritratti, una serie di dialoghi con Mario Rigoni Stern, Andrea Zanzotto e Luigi Meneghello. Il 2002 è l’anno del remake di A cavallo della tigre, al quale seguiranno L’amore ritrovato (2004), La giusta distanza (2007) e La passione (2010), che vale a Giuseppe Battiston il David di Donatello e il Nastro d’Argento come miglior attore non protagonista. Nel 2010, realizza il documentario Sei Venezia; nel 2012, Medici con l’Africa. Nel 2011 viene nominato Presidente della nuova Fondazione Cineteca di Bologna. Nel 2013 presenta al Torino Film Festival il suo ultimo film La sedia della felicità, dove riceve il Gran Premio Torino alla carriera. Muore all’età di 57 anni dopo una lunga malattia.

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