Marco Bertozzi presenta Cinema Grattacielo

Marco Bertozzi presenta Cinema Grattacielo

Documentarista e storico del cinema Marco Bertozzi ha contribuito alla riscoperta e alla rinascita del cinema documentario italiano. Si è laureato in architettura nel 1989 con un documentario su Rimini, la sua città, in cui analizza la recita collettiva della vacanza di massa nella società occidentale. L’indagine sull’immaginario urbano si annuncia da subito come uno dei suoi temi prediletti.

Cinema Grattacielo è “una riflessione autobiografica che si interroga sulle forme del documentario contemporaneo”, recita il pressbook…

Abitandoci mi sono resoconto di quale ricchezza e di quale problematicità fosse custode. Da ragazzino era un irraggiungibile albero della cuccagna. Il gioco più bello di una città luna-park, l’astronave di una vacanza che sembrava non finire mai. E oggi cosa è diventato? Un ecomostro o un paradiso tecnologico? Esempio di convivenza sociale o catalizzatore di paure e suggestioni catastrofiste?

Il film non è solo la storia di un edificio e della sua città, ma anche una riflessione sui nostri mutanti modi di vivere. E di vedere. Così Cinema Grattacielo utilizza diversi materiali d’archivio, una molteplicità di tessiture dell’immagine che cerca di esprimere una molteplicità di punti di vista, di dialoghi possibili fra l’autore, il grattacielo stesso e i suoi abitanti e i cambiamenti tecnologici che si sono susseguiti.

Un «cinema performance», in cui la capacità di giocare con la forma consente di valicare l’osservazione, di osservare sensi laterali e rivelare alcune dimensioni invisibili del grattacielo.

Un progetto così complesso come è nato?

Le origini del progetto risalgono al 2005, quando mi sono trasferito in uno degli appartamenti del grattacielo di Rimini e ho cominciato a filmare gli spazi e le persone che li abitavano. Poi con l’Associazione Condominium, grazie a un’azione di crowdfunding e la società produttrice Altreforme di Udine, il progetto è ripreso nel 2015..



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