Michele Mellara e Alessandro Rossi presentano I’m in Love With My Car

Laureati entrambi con lode al DAMS di Bologna, negli anni, hanno scritto sia per la televisione (“La Squadra” per Rai3) che per il cinema. Il loro film di finzione, Fortezza Bastiani si è aggiudicato il Premio Solinas per la miglior sceneggiatura ed è stato selezionato nella cinquina del David di Donatello come Miglior regista esordiente. Dal 2003 hanno iniziato il loro originale percorso come filmmakerì nel cinema documentario ricevendo importanti riconoscimenti e premi a numerosi Festival sia in Italia che all’estero. Sono tra i pochissimi documentaristi italiani che hanno visto le loro opere avere una circuitazione cinematografica in sala.

Perché un film sull’automobile?
Ci piace fare film su grandi temi che coinvolgono le nostre esistenze e ci consentono di scoprire qualcosa di più sulle gabbie che ci siamo costruiti. Usando materiali d’archivio e interviste a scienziati, ingegneri, antropologi e piloti, il documentario esplora come le automobili hanno cambiato non solo le nostre città, ma anche le nostre vite e il nostro modo di “pensare il mondo.” L’automobile non è un oggetto mitico del passato ma una delle più importanti sfide che dovremo affrontare per continuare a muoverci e vivere in questa gigantesca città che è il mondo.. Ecco perché impiegare il tempo di un documentario per cercare di mettere ordine tra i ricordi, forse non è tempo sprecato.

I’m in Love With My Car dà forma all’immenso immaginario legato a questo mezzo ‘ingombrante’ nelle nostre vite..
Sì. Nel racconto dei nostri interlocutori l’auto era il primo bacio, la prima fuga notturna verso una spiaggia, una discoteca, un locale della riviera. L’autostrada d’estate, il grande esodo. I padri che arrivavano il sabato al mare col gomito abbronzato appoggiato fuori dal finestrino della Giulietta o della 124; il sonnolento pomeriggio della domenica sul divano cullati dal rombo della Formula1..

Un immaginario fatto anche di celluloide..
Volontè che stringe bulloni “Un pezzo, un culo”; Charlie Chaplin risucchiato dagli ingranaggi, camici bianchi che prendono il tempo a camici blu. Oppure Laurel e Hardy sulla piccola Ford T (“La potete avere di qualsiasi colore purché nera”). Il taxi giallo di De Niro e la spider in bianco e nero di Gassman e Trintignant. “Lavoratori!!!” E giù pernacchie. La parrucca di Peter Sellers che svolazza al vento in un folle inseguimento su go-karts. Le auto nere di OO7. Roger Moore e Tony Curtis con le loro Rolls Royce e Ferrari gialla..



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