Peter Mullan presenta Hector

Quando il cinema affronta i veri problemi della società, non è affatto facile riuscire a presentare un ritratto vero dei problemi in questione – ben più facile è, d’altro canto, mancare il bersaglio, alterando la veridicità di ciò che si ritrae. Hector, di Jake Gavin, è un film che riesce a raccontare ciò che si prefigge, e ciò è chiaro fin dai primi minuti di film.

Non sorprende che il protagonista di questo film sia Peter Mullan, uno dei migliori attori in circolazione e uno specialista della materia di cui il film tratta.

In quest’intervista, tratta da HeyUGuys (l’articolo originale è raggiungibile a questo link), l’attore scozzese ha raccontato la sua esperienza in Hector.

Il protagonista di questo film è un uomo ferito, danneggiato. Una cosiddetta causa persa. Cos’ha di diverso Hector rispetto agli altri personaggi tormentati che hai interpretato?
Sai che tipo è: un’anima gentile e sperduta. Gli altri personaggi a cui pensi sublimano i propri problemi attraverso la rabbia, mentre tipi come Hector implodono, invece di esplodere. È una di quelle persone che passa gran parte del tempo a punirsi. Come molti nella sua situazione, Hector prolunga la propria agonia perché non riesce a smettere di biasimarsi.

Cosa hai portato con te di questo ruolo?
Il ricordo di ciò che si prova quando stai disteso davanti a un negozio, a quanto ti senti vulnerabile, e quanto tutto ciò possa essere spaventoso.

Hai una barba impressionante in questo film. Devi aver provato un gran sollievo quando hai potuto spuntarla un po’.
Gesù, non dirmelo! Ho dovuto rasarmi completamente per un ruolo in un altro film, e mi ero così abituato a portarla che ora mi sento vulnerabile senza. Esposto in quanto sbarbato.

Hai interpretato un gran numero di ruoli fino ad ora. Ce n’è qualcuno che ti sei lasciato scappare, o che avresti voluto ottenere?
No, non me ne sono lasciato scappare nessuno. Ma i miei ragazzi mi hanno rimproverato aspramente per alcuni dei miei no. Ho detto no a Billy Elliot, per esempio, e quanto lo hanno scoperto, tempo dopo, non ne sono stati contenti. Ho detto no anche ai Pirati dei Caraibi, e questo li ha scontentati davvero tanto! Ho anche cercato di spiegare che l’avevo fatto per passare più tempo con loro, ma a loro non importava. Hanno detto che avrebbero potuto chiamare Johnny Depp “Zio Johnny”! [ride]

Sei anche regista, vedi Magdalene e Neds. Pensi di tornare a lavorare dietro la macchina da presa in futuro?
Un paio di anni fa scrissi una sceneggiatura sull’uragano Katrina. Sto cercando di raccogliere soldi per girare questo film, ma la ricerca non sta avendo particolare successo. Quindi, sto abituandomi al fatto che questo film non vedrà mai la luce. Prima di tutto, ora voglio un po’ di tempo per me stesso. Dopo una bella pausa, spero di cominciare a scrivere di nuovo.



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