Suranga D. Katugampala presenta Per un figlio

Per un figlio è stato girato a Verona dove vive Suranga Deshapriya Katugampala, srilankese di seconda generazione. La protagonista Kaushalya Fernando è una delle attrici più popolari in Sri Lanka.

Come è nata l’idea di questo film?
Molte donne srilankesi lasciano la famiglia e i figli per andare all’estero. I primi flussi migratori dallo Sri Lanka verso l’Europa sono avvenuti intorno agli anni ’70, verso Italia all’inizio degli anni ’90.
Chi parte dal proprio paese di origine affronta uno sradicamento socio-culturale ma si trova anche davanti alla possibilità di un altro radicamento. E intanto nascono i figli o i figli si ricongiungono alle madri. I figli crescono in un paese che iniziano a sentire loro mentre i genitori lo vivono come un luogo, solo e per sempre, di passaggio.
Era dicembre 2014 quando a Negombo, in Sri Lanka, Aravinda e io abbiamo discusso giorno e notte di questo film. Come farlo, con chi e con quali soldi. L’ unica cosa certa era l’urgenza di raccontare, di dire “noi ci siamo”, “le nostre storie sono anche le vostre storie, le storie di un mondo comune”.

Hai definito questo lavoro come una “grande opera di composizione..”
Sin dalla sua stesura il progetto ha coinvolto molte persone disposte a offrire un passaggio in macchina, un piatto di riso, uno spazio. Abbiamo unito le forze, affrontato mille problemi, srilankesi ed italiani, perché era la storia di ognuno di noi.
Un esempio evidente è il cibo: non c’è una sola persona incaricata alla cucina, cuochi professionisti o catering specializzati. Ci sono tante donne e alcuni uomini che si mettono d’accordo quotidianamente: è tutto un accompagnarsi, un aspettarsi a vicenda. Passiamo da una casa a prendere il riso, da un’altra per le salse, da un’altra ancora per chicken curry, etc. Se necessario cuciniamo insieme, si mangia con le mani, si condivide il cibo, tutti lavano i piatti.
È nato un film minimalista, fatto di momenti quotidiani, domestici, a volte ripetitivi. Un film volutamente semplice. Una storia di una provincia qualsiasi del Nord Italia.
Non ho voluto scrivere dialoghi precisi. Tutto è stato improvvisato durante le riprese, adattato a quello che gli interpreti dei personaggi sentivano. Le parole, alla fine, le hanno scelte loro.



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